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Villa Carcina (BS) · Val Trompia e provincia di Brescia
@giorgia.educatorecinofilo

Chi sono

Giorgia Buletto, educatore e addestratore cinofilo

Lavoro con i cani per mestiere e con i loro proprietari per necessità: quasi sempre è la seconda parte quella che cambia le cose.

Come sono arrivata qui

Ho cominciato dai cani degli altri — quelli difficili, quelli che nessuno voleva portare in giro. Nel tempo ho capito che il vero lavoro non era solo insegnare qualcosa al cane, ma cambiare il modo in cui vive con la sua famiglia: uscire di casa, incontrare altri cani, gestire le situazioni di ogni giorno.

Oggi seguo cuccioli, cani appena adottati, adulti con difficoltà e cani coinvolti in progetti di pet therapy.

Non ho un metodo con un nome. Ho un modo di lavorare: prima osservare, poi costruire, sempre nel contesto in cui il cane vive.

Formazione

Credenziali, spiegate

In cinofilia girano molte qualifiche e non tutte vogliono dire la stessa cosa. Queste sono le mie, con la spiegazione di cosa certificano davvero.

Addestratore cinofilo con qualifica ENCI

La qualifica ENCI è un titolo cinofilo riconosciuto: certifica una formazione specifica sul cane, sul suo comportamento e sulle tecniche di addestramento. È il percorso che dà valore tecnico al lavoro, non un attestato di simpatia.

Coadiutore del cane negli IAA

Negli Interventi Assistiti con gli Animali sono la figura che si occupa del cane durante la sessione: lo conduce, ne legge i segnali di benessere e di stress e interrompe l’attività quando serve. È un ruolo diverso da quello dell’addestratore, con un percorso formativo suo.

Preparazione dei cani da pet therapy

Preparo i cani che devono lavorare con le persone, in ambienti rumorosi e pieni di contatti imprevisti. Non tutti i cani sono adatti e la valutazione si fa lavorando, non guardando il cane per dieci minuti.

Metodo

Come lavoro, in sei punti

Prima si osserva, poi si insegna

Il cane fa quello che fa perché in qualche modo gli conviene. Prima di correggere un comportamento bisogna capire cosa lo mantiene: il momento esatto in cui succede, cosa c’è intorno, come reagiscono le persone. Sembra un dettaglio, è tutto il lavoro.

Il contesto in cui il cane vive

Un cane che esegue perfettamente in un campo recintato e poi tira come un treno sul marciapiede di casa non ha imparato niente. Le lezioni si fanno dove le cose succedono: il portone, il parco, la strada che fate tutti i giorni.

Costruire, non punire

Non uso strattoni, collari che stringono o metodi che spaventano il cane. Si insegna al cane cosa fare, in modo che gli convenga farlo. Un cane che collabora perché ha capito funziona anche quando non lo stai guardando; uno che obbedisce per paura smette appena ti giri.

La parte difficile è la tua

Il cane vive con te, non con me. Se il proprietario cambia, il cane cambia. Per questo ti spiego cosa osservare e cosa fare nei momenti critici, con esercizi da pochi minuti che puoi incastrare nella giornata.

Le pause contano

Un cane stressato non impara. Se durante una lezione vedo che è troppo su di giri, mi fermo: si lavora meglio dieci minuti con la testa a posto che un’ora tirando avanti. Vale anche negli interventi di pet therapy.

Ogni cane ha il suo tempo

Un cucciolo tiene l’attenzione pochi minuti, un cane che ha paura ha bisogno di avvicinarsi con i suoi tempi, un cane reattivo richiede mesi. Promettere tempi identici per tutti sarebbe la cosa meno seria che potrei fare.

Dove mi trovi

La sede di riferimento è Villa Carcina, in Val Trompia. Le lezioni si svolgono a casa del cane e nei posti che frequenta: strade, parchi, sentieri e, quando serve, il centro di Brescia.

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Tutti i comuni che copro

Qualche istante di lavoro

Il resto è su Instagram

Parliamone senza impegno

Se ti riconosci in questo modo di lavorare, chiamami e raccontami del tuo cane. Se non sono la persona giusta, te lo dico.